Competenze Digitali

Didattica Digitale Open Source e mantenimento laboratori ITP

Nell’era dei “nativi digitali” conseguire il diploma in "Amministrazione Finanza e Marketing - Sistemi Informativi Aziendali" riveste un’importanza strategica per i giovani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro.

Il diplomato in "Amministrazione, Finanza e Marketing" ha competenze generali nel campo dei macrofenomeni economici nazionali ed internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali (organizzazione, pianificazione, programmazione, amministrazione, finanza e controllo), degli strumenti di marketing, dei prodotti assicurativo-finanziari e dell’economia sociale.

Nell’articolazione "Sistemi informativi aziendali", il profilo del programmatore informatico gestionale si caratterizza per l'acquisizione di competenze nello sviluppo di applicazioni software aziendali, gestione banche dati, utilizzo avanzato delle tecnologie e dei linguaggi per il Web.

Imparare a programmare offre dei benefici per tutti: rende gli studenti in grado di esprimersi con maggiore completezza e creatività, li aiuta a sviluppare il loro pensiero logico e li aiuta a padroneggiare le nuove tecnologie sempre più presenti nella vita quotidiana e specialmente nell'ambiente lavorativo. Attraverso il percorso generale, è in grado di:

• rilevare le operazioni gestionali utilizzando metodi, strumenti, tecniche contabili ed extracontabili in linea con i principi nazionali ed internazionali;

• redigere e interpretare i documenti amministrativi e finanziari aziendali;

• gestire adempimenti di natura fiscale;

• collaborare alle trattative contrattuali riferite alle diverse aree funzionali dell’azienda;

• svolgere attività di marketing;

• collaborare all’organizzazione, alla gestione e al controllo dei processi aziendali;

• utilizzare tecnologie e software applicativi per la gestione integrata di amministrazione, finanza e marketing.

Le attività curriculari ed extra-curriculari prevedono, tra l'altro, la realizzazione di siti web aziendali e di commercio elettronico e la realizzazione di programmi per il web.

In questo corso , dopo l’approvazione della Legge 133/2008 (Gelmini Tremonti), sono state notevolmente ridotte le ore di laboratorio (-50%) ma sono stati mantenuti gli stessi obiettivi didattici. Solo tre ore di laboratorio per classe nelle quali bisognerà spiegare, definire modelli matematici e sviluppare software in php e Mysql e Java. Per non parlare dei libri di informatica del secondo biennio (cartacei e in pdf digitali) che stranamente non contengono esercizi e simulazioni realizzati tramite software Open Source ma il programma didattico viene sviluppato e contiene solo esercizi in Visual Basic Microsoft, linguaggio di programmazione che non è assolutamente gratuito e obbliga le scuole e gli studenti ad acquistare i pacchetti di Visual Studio anche se a prezzi scontati ma pur sempre a pagamento.

Per questo motivo chiediamo che si apra una discussione al MInistero e si ponga la questione di come acquisire le competenze digitali tecniche raggiungendo standard qualitativi e quantitativi alti.

Il mondo universitario (Politecnico, Scienze dell’informazione – Informatica e non solo) usa da anni ambienti open source e nel campo informatico specifico: Mysql e altre tipologie di Sql e server Apache con piattaforma gratuita come Netbeans che permettono di sviluppare applicazioni ad oggetti in Java, PHP, C / C + + e molto altro (in molte parti del mondo si lavora così…).

I “nativi digitali” sono abituati ad utilizzare gli strumenti informatici come supporto allo studio ma anche qui ci sono dei passaggi critici che molti non hanno considerato, ad esempio l’utilizzo dell’I-pad come I-book avanzato.

Viene visto come la nuova frontiera del libro, dello studio, si, siamo d’accordo ma solo per le materie teoriche letterarie, di lingue, ma nell’area tecnica il libro digitale non è sufficiente per acquisire le competenze. L’importanza dei laboratori e e la figura dell’insegnante tecnico pratico rivestono nella didattica un’importanza fondamentale.

Il laboratorio è un luogo dove si sperimenta, dove si crea, dove si impara, il detto usato dal coordinamento nazionale ITP (la fonte ufficiale credo sia cinese) racchiude il senso : se leggo dimentico se scrivo ricordo se faccio imparo!) , le posso assicurare che il livello professionale raggiunto dalla maggior parte degli ITP è altissimo.

Credo che sia arrivato il momento di fare un salto di qualità, la professionalità deve partire dalla conoscenza con un percorso di studi superiore ed universitario (dove bisogna appunto superare le 7 criticità emerse:

1. Incapacità di porre domande:

Incapacità di porre le domande appropriate

Incapacità di indagare un problema

Difficoltà a comprendere gli interlocutori (es. i committenti)

 

2. Incapacità di chiamare le cose:

Ignoranza dei termini tecnici

Difficoltà a dare il nome a cose nuove (e restarvi «fedeli»)

Modelli, artefatti

Confidenza solo con categorie e oggetti familiari

 

3. Incapacità di modellare:

Incapacità di modellare concettualmente:

¤Come lista causale

¤Come lista di tipi/categorie

 

4. Incapacità di scomporre:

Incapacità di scomporre un problema grande in una serie di problemi più piccoli

 

5. Incapacità di raccogliere dati:

¨Incapacità di raccogliere dati

¨Non basta modellare matematicamente…

¨Bisogna ricorrere all’analisi della letteratura, a esperimenti sul campo…

¨Ci vuole empirismo

 

6. Incapacità di visualizzare:

¨Incapacità di fare schizzi e diagrammi (quando servirebbe)

¨Problemi a «visualizzare» soluzioni

¨Educazione grafica carente

 

7. Incapacità di comunicare:

¨Quando il progetto è finalmente concluso…

¨Incapacità di fare presentazioni professionali (scritte o orali)

¨«quel che è successo è mancanza di comunicazione».

 

Naturalmente salvaguardando chi è già nella scuola (a tempo indeterminato e determinato), proponendo ai docenti di laboratorio un percorso di aggiornamento retribuito per chi volesse seguirlo ma non obbligatorio (chi lo segue avrebbe diritto ad un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie di istituto e nelle graduatorie di III fascia e nelle GAE). Studiare ed essere retribuito sarebbe un incentivo importante!

Vorrei ricordare che non è possibile gestire un gruppo classe elevato con il solo docente. La compresenza deve essere vista come un collante tra la materia insegnata frontalmente (in classe, con Lim e I-book) e l’applicazione pratica in laboratorio, i due docenti dovrebbero avere competenze diverse ma entrambi laureati. Avremmo in Italia un sistema scolastico eccellente. Purtroppo questo paese non ha l’abitudine a “ragionare” per competenze e meriti ma spesso per logiche mafiose e clientelari.

Per questo chiediamo a tutti coloro che amano la scuola pubblica di lasciare un parere su questo tema: se sono d’accordo:

1) - che la scuola pubblica debba avere esclusivamente docenti laureati,

 

2) - che la didattica debba essere svolta esclusivamente con programmi e sistemi operativi open source.

 

3) - che le scuole consentino l'accesso al WI FI Libero per docenti, studenti e genitori.

 

4) - che la didattica (teorica e pratica) non venga cancellata e sostituita esclusivamente da mezzi digitali e Podscast, il docente deve dirigere i i mezzi di apprendimento, deve decidere la didattica e non viceversa.

 

5) - che la didattica digitale non possa escludere le attività laboratori.

 

6) - che le conoscenze si acquisiscano con il supporto didattico del docente teorico.

 

7) - che le competenze si acquisiscano tramite il supporto didattico dell'insegnante tecnico pratico. “Fare con conoscenza vuol dire acquisire competenza!”

 

8) – che nei laboratori sia presente il personale non docente nella figura dell’assistente tecnico.

 

Paolo Latella

Docente tecnico pratico di Informatica c/o l’Istituto Tecnico Economico “ A. Bassi” di Lodi

Giornalista pubblicista

Consulente e Perito del Tribunale di Lodi in sistemi informativi aziendali

Responsabile del Dipartimento Istruzione IDV Lombardia

Segretario Unicobas Scuola Lombardia

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