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Favorire condivisione online tra docenti per una scuola migliore

Gli insegnanti sviluppano nelle loro pratiche didattiche quotidiane un'ampia gamma di "conoscenza pratica": esperienze, soluzione di problemi, risorse. Questa conoscenza, che è la più utile nelle attività professionali, rimane troppo spesso di "proprietà" del singolo docente e rinchiusa nella quattro mura di un'aula. La condivisione di questa esperienza che sta già avvenendo attraverso social network generalisti e dedicati promette impatti significativi sul miglioramento della competenza complessiva della professione ma va ulteriormente promossa creando migliori condizioni per un ampio e continuativo utilizzo di pratiche di social networking per la formazione informale degli insegnanti. Si dovrebbe riconoscere come tempo di formazione quello dedicato alla partecipazione ad attività di social networking, assegnare tempo di servizio per queste attività, contribuire ai costi materiali associati a queste attività. Oltre che sostenere le attività dei social network, quali autentiche "scuole" per la formazione degli insegnanti.

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Inserito da giannimarconato 1 anno fa

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  • filomena.gamen allegati: Articolo-diffusione-del-progetto.doc

    Non posso che condividere appieno quanto affermato

    dall'amico Gianni Marconato.

    Sono impegnata dal 2005 in progetti eTwinning: una pioniera che, con la sua modesta pratica multimediale, ha sempre cercato di migliorarsi confrontandosi e imparando attrave

    1 anno fa

Commenti (64)

  1. giannimarconato ha detto:

    Un esempio di "conoscenza pratica" www.storiedididattica.it

    1 anno fa
    1. con Gianni Marconato se ne discuteva già

      nel 2007

      http://www.slideshare.net/mentelab/web20-e-conoscenza

      1 anno fa
  2. serena.peterlin ha detto:

    Fare rete tra insegnanti significa condividere le pratiche e cercare nuove idee per la scuola

    1 anno fa
  3. silvapavani ha detto:

    Documentare e storicizzare la conoscenza e l'esperienza può non far ripartire sempre da zero la scuola , come succede ora, ogni anno.

    1 anno fa
  4. miriam ha detto:

    Sono un'insegnante di Educazione artistica alle scuole medie e da tre anni sto utilizzando il mio blog http://arteascuola-miriampaternoster.blogspot.co.uk/

    per condividere lezioni pratiche con altri insegnanti di arte in giro per l'Italia. Trovo che i libri che ci propongono di usare all'interno delle scuole siano uno strumento superato, soprattutto per quel che riguarda le tecniche artistiche (che sono appunto attività pratiche da sperimentare). Per la storia dell'arte poi il web offre talmente tante possibilità che l'idea del sito http://www.senzazaino.it/ è assolutamente praticabile. Ora vivo nel regno Unito da un anno e i miei figli stanno frequentando le scuole pubbliche qui in UK. Per questo ho cominciato a scrivere il blog in inglese e mi si è aperta una rete di insegnanti a livello internazionale con i quali condivido idee, metodi, lezioni, esperienze educative e didattiche (vedi anche il post di una nostra collega "a scuola nel Regno Unito" http://francescaframes.blogspot.it/2012/05/scuola-nel-regno-unito.html ). Uso molto del mio tempo per approfondire questi confronti, per aggiornare idee, per elaborare nuove lezioni e nuovi spunti. Tutto questo cerco di condividerlo con i colleghi italiani, proprio perchè c'è molta sete di confronto "sul campo", anche fuori dai programmi ministeriali. Sto lavorando in una scuola secondaria qui in UK, come volontaria nel dipartimento di Arte, proprio per sperimentare di persona nuove vedute e metodi educativi, valutativi e disciplinari. Vedo che dall'Italia molti vengono a curiosare sul mio blog e attualmente sono in contatto giornaliero con altri insegnanti di arte che condividono le lezioni sui loro blog, ma sicuramente l'apertura internazionale ha dato una marcia in più alle idee e alle novità. Uno strumento che trovo utilissimo è pinterest (http://pinterest.com/miriampaternost/) dove posso "attaccare" ogni idea brillante che trovo sul web riguardante le materie e le tecniche che insegno in classe.

    Non so se questo post serve alla causa di favorire la condivisione on-line tra docenti, ma io ci credo moltissimo, anche perchè vedo che il bisogno di condivisione è reale e apre quelle quattro mura dell'aula dove insegnamo, facendoci sentire molto meno soli e forse anche più forti.

    1 anno fa
    1. Enza Milan ha detto:

      Ringrazio vivamente per il link suggerito, insegno nella scuola dell'infanzia e da qualche tempo sto cercando di far appassionare i miei alunni ( 5/6 anni) al mondo dell'arte. la mia cultura artistica è cmq ridotta e il sito suggerito mi sarà di valido aiuto. quest'anno scolastico ho creato per i miei alunni dei slideshows scaricando in rete immagini di opere d'arte, spaziando tra vari artisti. sto ancora cercando il modo per condividere con altri insegnanti percorsi e idee. grazie prof Miriam e buon lavoro

      1 anno fa
  5. Cocordo,Condivisone Conoscenza

    1 anno fa
  6. Grazie! Condiviso - con traduzione inglese informale , in http://www.facebook.com/groups/EUEducators/permalink/352296561498720/

    1 anno fa
  7. In http://bit.ly/EditMultimedialeFeed ci sono i feed di diversi blog di insegnanti che avevano partecipato al corso "editing multimediale" di Andreas Formiconi per IUL l'anno scorso: vedi http://iamarf.org/category/corso-iul-autunno-2011/ . Andreas aveva anche pubblicato un file xml che li radunava tutti, più attendibile della pagi linkata all'inizio, però non la ritrovo.

    1 anno fa
    1. serena.peterlin ha detto:

      Raduniamoci dunque :)

      1 anno fa
    2. andreas.formiconi ha detto:

      Eccolo:

      http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/bca11.opml

      Ogni tanto cerco di fare pulizia: la roba che non serve più la metto nei cassetti...

      :-)

      1 anno fa
    3. Grazie, Andreas!

      1 anno fa
  8. paola.limone ha detto:

    Come non essere d'accordo? ;-)

    1 anno fa
  9. Sono d'accordo! La condivisione delle buone pratiche didattiche, la collaborazione tra insegnanti, il gemellaggio e il partenariato con scuole di altre regioni italiane e di altri paesi europei possono avere sicuramente una ricaduta positiva non solo nell'ambito della scuola ma anche in quello della società civile, come dimostrano le esperienze di eTwinning e della Scuola che Funziona.

    1 anno fa
  10. mcattadori ha detto:

    Nessun dubbio. La condivisione è la priorità UNO del mestiere dell'insegnante. Lo dicono tutte le indagini nazionali e non sul mestiere (IARD, TALIS ecc).

    Al Museo delle Scienze di Trento è attivo da alcuni anni un piccolo progetto sperimentale di condivisione gratuita di risorse per una didattica attiva delle scienze.

    Si chiama I-CLEEN http://www.icleen.museum/

    TEACHING IS SHARING!

    1 anno fa
  11. Paolo Righetto ha detto:

    L'idea mi sembra ottima.

    Tuttavia, l'esperienza concreta suggerisce prudenza.

    Molte buone pratiche didattiche (lezioni, esercitazioni, sperimentazioni, ...) sono impostate in modo talmente personale (o personalistico) dal docente da essere difficilmente utilizzabili da altri.

    Addirittura, lo stesso docente a volte fatica a riutilizzare un suo proprio strumento in un'altra classe.

    Potrebbe essere auspicabile una "standardizzazione"???

    1 anno fa
    1. Paolo, sulla standardizzazione, cfr. anche il commento di mcattadori sotto. Conviene andarci leggeri e con flessibilità, però, altrimenti c'è il rischio di escludere idee novatrici per le quali non si e pensato agli standard pertinenti, oppure di limitare artificialmente gli usi possibili per adeguarli agli standard previsti. Quindi magari un modello basilare di descrizione ma con la possibilità di adattare le voci, ad esempio indicando diversi gradi scolastici e materie.

      1 anno fa
  12. miriam ha detto:

    Credo che qui si parli di condivisione e confronto di idee, non di standardizzazione. Io trovo utilissimo vedere cosa fanno gli altri, parlarne, condividere, e perchè no, anche copiare e utilizzare le idee altrui. E' ovvio che poi la lezione si imposta in modo personale, ma è frutto di spunti, ispirazioni e suggerimenti condivisi con altri docenti.

    1 anno fa
  13. filomena.gamen ha detto:

    Non posso che condividere appieno quanto affermato

    dall'amico Gianni Marconato.

    Sono impegnata dal 2005 in progetti eTwinning: una pioniera che, con la sua modesta pratica multimediale, ha sempre cercato di migliorarsi confrontandosi e imparando attraverso un lungo e motivato percorso di "Learning by doing".

    Innanzitutto, occorre essere fortemente motivati. In genere, si dice che noi insegnanti di lingua straniera non facciamo fatica ad essere motivati e in più siamo fortunati in quanto abbiamo la padronanza della lingua.

    Senza dubbio la formazione è importante. senza la formazione e il confronto non può esserci crescita. Ho partecipato a bel 4 seminari eTwinning internazionali e, quando mi si è presentata l'occasione sul territorio, mi sono resa disponibile per diffondere le mie esperienze partendo dalle più semplici.

    Sebbene curiosi e motivati, molti colleghi trovano difficoltà a partire dall'approccio multimediale, altri trovano poco interessante un approccio che dovrebbe essere innovativo e più coinvolgente per i propri alunni. La piattaforma eTwinning è stata per me la fonte ideale di ispirazione. Mi ha guidata per mano e mi ha formata in un ambiente virtuale che a poco a poco è divenuto ben reale. dai progetti eTwinning al progetto Comenius. Senza mai abbandonare la piattaforma, ben sei paesi in collaborazione eTwinning per il Comenius. All'interno del mio Istituto sono riuscita a coinvolgere in una forma interdisciplinare insegnanti di italiano, di diritto, di scienze della natura, di geografia ...tutti in attività Pof per eTwinning e Comenius. Bastano poche idee, ma ben concrete, una programmazione e una pianificazione condivisa, scansioni temporali concordate anche con i partner, autonomia di pensiero,ma condivisione.

    Atti di umiltà, confronto e tanta crescita professionale. Vi invito a viaggiare nella piattaforma dove troverete senz'altro tante idee. Anche io sono partita da un Kit. Mi ha aiutata ad avere idee più chiare nella programmazione e nella stesura della mia idea da condividere in Europa. La soddisfazione più grande, "vivere" la cittadinanza attiva in Europa. La settimana prossima, la presentazione del prodotto finale di un Comenius condiviso anche in modalità eTwinning dalle colleghe rumene non finanziate perchè fortemente motivate ad una partecipazione in ambito europeo dei loro alunni. Quante soddisfazioni per i nostri ragazzi che, non solo accettano il confronto, ma vivono bene il reciproco rispetto. Vi invito a visionare il nostro blog che è pubblico:

    www.euromythes.blogspot.com.

    Filomena Gamen

    1 anno fa
    1. W eTwinning !

      1 anno fa
  14. serena.peterlin ha detto:

    Condivido il nostro progetto "Storie di didattica" invitando a partecipare con una narrazione.

    http://www.storiedididattica.it/

    1 anno fa
  15. Elisa Fon ha detto:

    sono d'accordissimo...

    1 anno fa
    1. Elisa Fon ha detto:

      MA COME DEVO VOTARE ????

      1 anno fa
  16. mcattadori ha detto:

    La faccenda della condivisione la sento molto vicina e urgente. Da sempre.

    E' un problema reale da almeno un decennio, senza nulla togliere a Gianni Marconato, la prima citazione che ricordo la fece Berlinguer alla fine degli anni 90 ad un TED a Genova. E sicuramente nemmeno lui era stato il primo… Però evidentemente se siamo ancora qui a parlarne vuol dire che è lontano dall'esser risolto.

    Penso che sia una questione difficile e senza una soluzione assoluta che risolva la "storicizzazione" coma la chiama #silvapavani.

    Di buono c'è (almeno) che in questi anni ci son stati nel mondo decine di progetti che ci hanno provato:

    - c'è chi fa un unico enorme calderone con centinaia di migliaia di risorse di materie e a volte lingue diverse (MERLOT http://www.merlot.org/ e LRE http://lreforschools.eun.org/web/guest) e chi fa un archivio riservato a una unica materia (per le scienze Scientix http://www.scientix.eu/ per le scienze della terra DLESE http://www.dlese.org/)

    - c'è chi lo fa per il ministero (vedi Innovascuola-INDIRE http://www.innovascuola.gov.it/ o TES in Gran Bretagna http://www.tes.co.uk/ e chi per una istituzione di ricerca OER commons http://www.oercommons.org/)

    - chi seleziona e standardizza (MERLOT) e chi no

    - chi ci prova come servizio all'interno di una comunità professionale di insegnanti (NSTA http://learningcenter.nsta.org/)

    Insomma, la cosa buona è che gli strumenti son tanti e i casi da studiare anche.

    E allora cosa manca?

    Provareprovareprovare ma soprattutto un segnale forte e istituzionale che condividere DEVE essere parte del proprio mestiere di insegnante e (molto) prima di tante altre cose (moltomeno utili) che attualmente sono imposte ai docenti e che andrebbero ridimensionate se non tolte.

    1 anno fa
    1. robertareginato63 ha detto:

      D'accordissimo, Matteo, con te e con tutti questi interventi.

      Se solo le istituzioni, anche quelle provinciale e locali, fosse sensibili alle iniziative che partono "dal basso" e utilizzassero i pochi fondi disponibili per valorizzare e qualificare l'elemento imprescindibile della scuola: l'insegnante e il suo sapere.

      Fondamentali sono le teorie, le metodologie, la pedagogia, ma nella ricerca non dovrebbe mancare il contributo delle prassi professionali. E' l'insegnante che fa sintesi, rielabora, valida, applica dispositivi e strategie che sono il risultato di una sua azione creativa di continuo problem solving, nata sul campo tra entusiasmi e frustrazioni.

      Il nostro è un lavoro solitario, che conduciamo in un paradossale l'isolamento; la condivisione come mezzo di sviluppo professionale ha bisogno di spazi, tempi e modalità nuove e varie. Il social networking è senza dubbio una di quelle da far conoscere e riconoscere.

      1 anno fa
  17. serena.peterlin ha detto:

    @elisa clicca sulla manina dove c'è scritto "vota su"

    1 anno fa
  18. angela.terranova ha detto:

    Come sono d'accordo!

    1 anno fa
  19. basilicidisante ha detto:

    Concordo la condivisione on line della conoscenza, oltre che delle buone pratiche didattiche; non ho niente contro i contenuti autore, potrebbero essere la base per la costituzione di una comunità di "cultori della materia": docenti e studenti finalmente co-autori.

    Un apprezzamento per il prof.Pauletto e per i suoi studi.

    1 anno fa
  20. luarmetta ha detto:

    Trovo molto utile l'iniziativa "La scuola che funziona" e tutte quelle iniziative che vedono gli insegnanti attivi nel creare "rete", collaborare, e perché no, sostenersi a vicenda, per migliorare la scuola, e quindi in ultima analisi costruire un futuro migliore per il nostro Paese!

    1 anno fa
  21. Gianni l'Idea è contestata qui http://bit.ly/K7nYPE

    "Il tema della condivisione delle idee, il cambiamento dei modi di insegnamento è in tutti i casi l’argomento maggiormente gradito e apprezzato dalla community. Però, quanta genericità e ingenuità!!!!"

    1 anno fa
  22. luna.tommy ha detto:

    sono d'accordo

    1 anno fa
  23. Sandro Sanna ha detto:

    Anche sull'Web, seguendo Marshall McLuhan, «il medium è il messaggio» in quanto è «il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull'immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell'informazione di volta in volta veicolata». Pertanto è fondamentale (in senso etimologico) come propone Gianni Marconato «riconoscere come tempo di formazione quello dedicato alla partecipazione ad attività di social networking, assegnare tempo di servizio per queste attività, contribuire ai costi materiali associati a queste attività» la condivisione del sapere sull’educazione scolastica e del saper fare scuola ne sarà la logica conseguenza.

    1 anno fa
  24. Aldo Armisi ha detto:

    Sono d'accordo. Anche se in pensione da un anno, sono ancora mentalmente attivo per la Scuola. Concordo con le critiche di 'genericità' e con la necessità di segnali istituzionali forti che incoraggino la condivisione. La condivisione dovrebbe avvenire a largo spettro: dalla comunicazione di esperienze metodologiche strettamente disciplinari (scienze, lingue, arte ...) a quelle 'trasversali' (psicologiche, relazionali) a quelle estremamente circostanziate ('Oggi ho notato che l'alunno X ha reagito così e ne ho dedotto che...'). Specie le osservazioni 'circostanziate' sono determinanti per indirizzare i comportamenti concreti dei docenti (quante volte abbiamo scoperto a fine anno che l'alunno X aveva problemi seri che solo alcuni docenti conoscevano ?).

    Occorrono strumenti specifici per le diverse tipologie di condivisione.

    1 anno fa
  25. MarcoP ha detto:

    Condividere per crescere insieme!

    Per questo, da alcuni giorni, stiamo iniziando a rendere disponibili i materiali didattici ed i percorsi del progetto Energeticamente (Itis Einstein e SMS G.Verdi di Roma), sviluppati durante i tre anni di attività:

    http://energeticamenteverdi.wordpress.com/

    Sento però la necessità di un meta-archivio (o di una struttura a rete) dove poter ritrovare quanto elaborato da scuole ed università e disponibile liberamente online... spesso i motori di ricerca non bastano o risultano dispersivi.

    1 anno fa
    1. Come metà-archivio, hai considerato un gruppo su diigo? Esempio in campo diverso, ma con un buon uso dei tag:

      http://groups.diigo.com/group/resources-for-languages creato da Isabelle Jones.

      1 anno fa
    2. "metà-archivio" invece di "meta-archivio" non è uno scherzo mio, ma di swype ( http://www.swypeinc.com/ ).

      1 anno fa
  26. crtctts62 ha detto:

    concordo... pienamente

    cc

    1 anno fa
  27. mcattadori ha detto:

    @MarcoP ho visto il vostro sito http://energeticamenteverdi.wordpress.com/ fossi in voi considererei seriamente l'ipotesi di segnalarlo alla redazione di scientix http://www.scientix.eu/

    Ti mandano un modulo semplicissimo con poche voci. Lo compili (è veramente facile e veloce) e dopo alcune settimane la vostra esperienza viene pubblicata nel loro archivio che è veramente enorme, potente (c'è dietro EuropeanSchoolnet) e solo di argomenti scientifici.

    Non solo.

    Tutte le attività nell'archivio sono in diverse lingue (quelle europee) ma gli iscritti (gratuitamente) possono richiedere la traduzione del materiale (anche questa gratuita) nella loro lingua preferita. Entro pochi giorni ti arriva nella tua casella di posta la traduzione nella tua casella mail. Senza spendere una lira. E' un servizio eccellente, davvero..

    in bocca al lupo!

    1 anno fa
    1. MarcoP ha detto:

      Grazie, conosco scientix ma non ho trovato da nessuna parte le indicazioni per segnalare l'attività. A quale dei contatti dovrei rivolgermi?

      11 mesi fa
    2. mcattadori ha detto:

      Marco ciao

      a questa pagina trovi la descrizione del progetto

      http://www.scientix.eu/web/guest/about

      scrivi all'inidirizzo di Gras-Velazquez che trovi lì

      Se nn ti risponde dimmi che ti passo un altro contatto

      ciao

      matteo

      11 mesi fa
  28. bigonig2 ha detto:

    l'idea è OK. purtroppo temo che la quasi totalità dei docenti sia ancora impreparata a cose di questo tipo.

    vale comunque la pena di lavorarci perche dal confronto possono scaturire delle nuove idee.

    un rischio può essere quello di creare siti ridondanti dove si trova di ogni.

    1 anno fa
    1. giannimarconato ha detto:

      Di sicuro non tutti i docenti sono pronti, ma la pattuglia di quelli già "pronti" si ingrossa e siamo giù un plotone e presto saremo un esecito (scusa la metafora bellica, ma è la prima che mi è venuta). Insomma, siamo sulla buona strada

      1 anno fa
  29. alessandracnc1 ha detto:

    sono d'accordo. La scuola deve cambiare dentro e sono chi ha le mani in pasta può farlo. Rompere le quattro mura ed uscire dal proprio recinto e autoreferenza è indispensabile. Ce lo insegnano i ragazzi! Certo il contesto che ci troviamo attorno, spesso ci induce allo sconforto. Pochi attorno a me condividono il proprio lavoro e le proprie idee e pochi usano scambiarle in rete. Vedersi riconosciute le molte ore pomeridiane in cui cerco di aprire la porta verso idee nuove , potrebbe essere un incoraggiante percorso. Sono stufa di sentire parlare di pensione....

    1 anno fa
    1. concordo pienamente, molto spesso si assiste solo alla continua lamentela fine a se stessa senza mai sentire una proposta concreta

      Rosanna

      1 anno fa
  30. bookasface ha detto:

    Questa idea va immediatamente applicata.

    1 anno fa
  31. luciacirese ha detto:

    sono tutte belle e stupende idee, cari colleghi, ma ritengo doveroso ricordare che chi lavora in didattica multimediale lo fa per lo più con mezzi suoi ( almeno per me è così) e i costi di alcuni software sono notevoli, senza contare che non esiste nessuna formazione in tal senso che sia voluta dal ministero. Allora mi chiedo perchè chi lavora per il privato ha i mezzi messi a sua disposizione (pc,software,ecc) e chi lavora per lo stato non ha nessun mezzo o aiuto economico? perchè allora non riconoscere una maggiore professionalità a chi , a spese proprie, si è costruito un bagaglio informatico e lo utilizza in didattica?

    1 anno fa
    1. serena.peterlin ha detto:

      hai proprio ragione, Lucia, penso che una iniziativa come questa possa contribuire a valorizzare la professionalità acquisita con mezzi propri e per "assegnare tempo di servizio per queste attività, contribuire ai costi materiali associati" possa contribuire ad ottenere dei risultati

      1 anno fa
  32. Angela Santoro ha detto:

    A volte mi sembra di vivere in un mondo a parte il cui nome è "Utopia". Almeno nelle realtà scolastiche dove mi sono trovata a lavorare. Gianni, avanti tutta...

    1 anno fa
  33. la condivisione delle esperienze lavorative è importante anche per il personale ATA specialmente quello di segreteria, sarebbe un'autofomazione che non comporta costi! visto che la dirigenza continua a ribadire che non vi sono risorse economiche per la formazione. Invece amaramente devo constatare ogni giorno che c'è tanto individualismo e poca voglia di migliorare.

    1 anno fa
  34. bibi1972 ha detto:

    Ottima idea, sono un insegnante di scuola secondaria superiore e ritengo che la condivisione sia la strada giusta per poter effettuare il nostro lavoro sempre meglio. Il gruppo favorisce la condivisione di idee, se si lavora tutti insieme si possono fare grandi cose.

    1 anno fa
  35. Aldo Armisi ha detto:

    Negli anni 2000-2004 ho prodotto e utilizzato una piattaforma off-line per la condivisione delle osservazioni sugli alunni sotto diversi aspetti. Sto lavorando per una versione Cloud di questo strumento che consenta, in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo, di condividere le proprie osservazioni e di conoscere quanto condiviso da altri (colleghi, operatori, genitori ecc.). Sarei molto interessato ad avere vs. suggerimenti e ... condivisione di esperienze.

    E' un' idea sperimentata a suo tempo e praticamente concretizzabile oggi.

    1 anno fa
    1. giannimarconato ha detto:

      Aldo, hai della documentazione sull'iniziativa? Giusto per conoscerla meglio. A me pare interessante

      1 anno fa
  36. Alessandra Fedele ha detto:

    Molti docenti lo fanno già di loro iniziativa, inserendo, ad esempio, le loro esperienze su Gold-Indire. Anche il Politecnico di Milano è attivo in tal senso con i lavori in corso d'implementazione del repository che nasce dal Progetto di ricerca Learning4All. Sarebbe magnifico se la condivisione diventasse essa stessa una buona pratica di uso comune non lasciata a lodevoli iniziative personali, ma quasi istituzionalizzata, per così dire. Approvo pienamente.

    1 anno fa
  37. Condivido pienamente l'importanza di tale propota.

    1 anno fa
  38. paghemo ha detto:

    condivido in pieno e cerco di attuarlo!

    1 anno fa
  39. Franco Torcellan ha detto:

    Promuovere il social networking nella formazione dei docenti significa sviluppare il senso di appartenenza ad una categoria professionale nella dimensione open della società della conoscenza; significa dare spazio alla creatività e alla ricchezza di competenze possedute dagli insegnanti attraverso processi informali di apprendimento collaborativo che consentono di rispondere pienamente ai bisogni dei contesti in cui si opera, andando ben oltre la rigidità (e spesso la ritualità) delle azioni formali.

    Gli strumenti del social networking, se opportunamente usati, consentono di realizzare una documentazione delle esperienze didattiche che da cronaca e da raccolta di strumenti elaborati può divenire "storia" attraverso la condivisione di senso e significati che la comunità sviluppa nel suo dialogo.

    Gli insegnanti hanno bisogno di questi luoghi virtuali che consentono di superare i limiti nelle relazioni che l'organizzazione scolastica (intesa come gestione di spazio/tempo) ancora legata a schemi dell'industrialesimo manifesta.

    E non si tratta solo di luoghi per i docenti, ma anche di luoghi in cui la professionalità docente si può porre in relazione con studenti e famiglie e può incontrare le comunità territoriali e le web community.

    Ovviamente, oltre alle piattaforme di social networking in senso stretto va considerata la partecipazione attiva e mirata a tutta la dimensione social del cosiddetto Web 2.0 (Wiki, blog, social media, ...)

    "Ambienti e strumenti delle comunità che apprendono": http://goo.gl/46Q5Z

    1 anno fa
  40. Donatella Merlo ha detto:

    Sono d'accordo sul fatto che un utilizzo dei social network sia utile per favorire lo scambio tra gli insegnanti ma ho paura che il livello di questi scambi rimanga molto superficiale o si limiti a segnalazioni di materiali didattici che non sempre (dal mio punto di vista) sono validi. Ma qui si aprirebbe un lungo discorso che adesso non posso affrontare. Io stessa però sovente ricevo da voi e da altri informazioni preziose e mi sento comunque, anche se a distanza, parte di una comunità di persone che vive l'uso dei mezzi informatici come una cosa naturale. E questo mi fa molto piacere. Purtroppo la mia esperienza come formatore mi ha insegnato che non è per tutti così. Penso alla fatica per far utilizzare Moodle o semplicemente la posta elettronica a quegli insegnanti che ancora oggi non hanno le competenze minime per accedere a questi mezzi. Per fortuna il numero sta diminuendo ma sono sempre pochi quelli per cui l'uso dei social network o degli altri strumenti che offre il web è una cosa scontata. Quindi... che dire... accontentiamoci di scambiarci le cose tra di noi sperando che il tempo faccia il resto... Non so però se sono d'accordo (anche perché non sono più attiva nella scuola e quindi forse non ho sufficienti elementi per giudicare) nel mettere queste attività che ciascuno di noi per scelta svolge ogni giorno, dedicandoci ovviamente più o meno tempo, tra quelle che l'istituzione scuola deve riconoscere e incentivare in senso anche economico. Secondo me cambierebbe tutto. Inoltre definire i social network 'autentiche "scuole" per la formazione degli insegnanti' mi sembra eccessivo, proprio perché so quanta fatica ci vuole e quanto lavoro (in presenza e a distanza ...dove funziona) serve per riuscire a far passare qualche idea nuova. La maggior parte degli insegnanti vuole 'ricette pronte' per insegnare senza fatica, schede e materiali... non vuole fare fatica per imparare a relazionarsi con gli allievi in un modo diverso o per approfondire le proprie conoscenze disciplinari e didattiche. In questo senso il web è un grande mercato dove si trova di tutto e ai social network partecipano anche persone che hanno come loro unico interesse quello di promuovere i propri prodotti. Ma cercando di essere ottimista penso che il ruolo che può avere un social network sia proprio di consentire agli insegnanti di esprimersi liberamente e questa dimensione non va persa, nel bene e nel male, lasciando ai singoli il compito di dare giudizi di valore su quanto passa sul web relativamente al discorso pedagogico-didattico e a quello disciplinare.

    Forse mi sono un po' persa ma le cose da dire sarebbero tante... magari ci ritorno.

    1 anno fa
  41. Ippolito ha detto:

    Chi si appresta a praticare nella quotidianità una didattica innovativa con l'utilizzo delle TIC si ritrova, ad essere un pioniere e, suo malgrado, viene guardato con diffidenza. Questo perché alla base manca una effettiva e solida preparazione da parte dei docenti riguardo l'utilizzo delle TIC in ambito didattico. La condivisione e la collaborazione a distanza favorirebbero uno scambio di esperienze che aiuterebbero la crescita professionale di ognuno di noi. Ho promosso un blog didattico per i miei alunni della scuola primaria raggiungibile attraverso l'URL www.convittogalluppi.it/studenti con lo scopo di intro-durre una didattica innovativa e costruttivista cercan-do, inoltre, di superare le barriere dello spazio e del tempo.

    11 mesi fa
  42. filomena.gamen ha detto:

    Ciao Ippolito, sei stato proprio bravo! Ho consultato il tuo sito, geniale. Adesso ti consiglio di iscriverti al sito eTwinning (www.etwinning.net). E' semplicissimo, basta seguire le istruzioni nella home page. Proponiti in Europa e condividi la tua idea con insegnanti europei della primaria. Se non hai alcuna padronanza di lingua straniera, proponi la tua idea a insegnanti europei di lingua italiana. Darai ai tuoi alunni l'opportunità di condivisione nella giusta distanza, coinvolgendoli da cittadini attivi in Europa. Continua così. Filomena

    11 mesi fa
    1. Ippolito ha detto:

      Grazie mille, Filomena. Farò tesoro del tuo consiglio.

      Buon lavoro. Ippolito

      11 mesi fa
  43. alberto.ardizzone ha detto:

    Giusto, Gianni. Condivido.

    11 mesi fa
  44. sono cpmpletamente d'accordo, anche io sto facendo questa esperienza di condivisione su un social, si tratta del gruppo 'Chiamalascuola', noi siamo su fb mentre vedo che voi avete un sito. Sarebbe interessante confrontarsi sulle differenze tra l utilizzo del sito e quello di fb.Mi iscriverò al vostro gruppo e ve lo proporrò.http://www.facebook.com/groups/chiamalascuola.it/

    http://www.facebook.com/groups/chiamalascuola.it/

    2 mesi fa
  45. Ciao Alessandra,

    Veramente, lascuolachefunziona.it non è un sito: è una rete Ning, con un nome a dominio di primo livello: infatti anche l'URL lascuolachefunziona.ning.com funziona, solo che ti ributta automaticamente su lascuolachefunziona.it . Vedi anche il link ai "Termini di servizio" che porta in realtà alla pagina in inglese pre-redatta da Ning.

    Quindi, differenza tra gruppi Facebook e reti Ning? M. Antonella Perrotta e Gianni Marconato te ne sapranno dire di più. Vista da semplice utente: all'inizio erano soluzioni molto diverse, perché Ning allora era una rete di reti, quindi era facilissimo esplorare - e collaborare con - altre reti Ning educative.

    Poi i gestori di Ning hanno deciso che era + redditizio puntare su piccole imprese che volevano farsi reti autonome, e quindi hanno trasformato Ning in una semplice piattaforma che ospita reti separate, ma tutte un po' uguali, come le case a schiera inglesi. Dopo aver ululato per un po' nei media quanto fosse redditizia la nuova formula, l'hanno svenduta - a meno di metà del valore che vantavano - a Glam Media.

    Però rimangono delle differenze tra una rete Ning e un gruppo Facebook: Ning è più mirato alla collaborazione, Facebook più alla semplice condivisione sociale informale. Quindi in una piattaforma Ning, si possono ceare sottogruppi, e impostare più bacheche nel forum. Poi non c'è pubblicità.

    Però costa: per una rete come lascuolachefunziona.it, con oltre 3'000 utenti, bisogna optare per il piano a $49 / mese.

    Ma come dicevo sopra, aspetta conferme o correzioni da M. Antonella Perrotta e Gianni Marconato.

    1 mese fa
  46. Claudio Ricci ha detto:

    Anche se con molto ritardo, non posso che dichiararmi completamente in linea con quanto scritto.

    Saluti.

    1 mese fa