Competenze Digitali

L'educazione ai media come materia scolastica curriculare

Considerato l’alto tasso di esposizione mediatica al quale sono sottoposte le nuove generazioni, sembra quasi scontato pensare alla scuola italiana come un’agenzia di socializzazione capace di formare e trasmettere loro, concretamente, un approccio tecnico-culturale e un’alfabetizzazione integrale ai media: ma così non è.

Rispetto ad altri paesi europei, come l’Inghilterra, la Germania e la Francia, l'educazione ai media (o Media Education, Educomunicazione, etc...), rimane una materia «mimetizzata» nel curriculum scolastico nazionale ‒ presente solo grazie all'abilità e alla buona volontà di insegnanti qualificati e media educator ‒ il che non permette ai nostri ragazzi di salire sul «treno» della società della conoscenza con la stessa maturità e adeguata esperienza dei propri coetanei all’estero.

Chi li prepara a un uso consapevole e critico dei nuovi strumenti della comunicazione? Pensiamo davvero che un’auto-formazione e interventi formativi sporadici possano bastare a istruirli e a tutelarli? Sappiamo anche che i ragazzi sono abituati a utilizzare questi strumenti in maniera istintiva e multitasking, mescolando il tempo dedicato allo svago e quello dedicato allo studio. Quante volte ci siamo chiesti: come fanno a studiare con la televisione accesa, l’i-pod nelle orecchie, una mano sul telefonino e un occhio su Facebook? Fino a quando si lascerà crescere i giovani come «autodidatti mediali», questi strumenti continueranno ad appartenere esclusivamente alla sfera ludica del loro vissuto e, dunque, associati per lo più a questo scopo, con una pesante ricaduta sul tempo dedicato alla costruzione del proprio sé.

 

Per investire concretamente sulle competenze digitali, promosse dall'Unione Europea, è necessario puntare sull'empowerment di docenti e alunni: sulle buone pratiche curriculari di Media Literacy.

 

"Non c’è democrazia senza partecipazione, non c’è cittadinanza attiva senza formazione, non c’è formazione senza informazione, cultura, consapevolezza critica. Se vogliamo che i media servano la vita democratica di un paese, dobbiamo partire da un approccio democratico ed educativo ai media. La scuola è necessaria” (Bazalgette C., Bévort E., Savino J., L’éducation aux médias dans le monde: nouvelles orientations, UNESCO, Paris 1992).

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