e-Government e Open Data

Open Metadata: costituzione di un Soggetto pubblico di gestione

Per abilitare gli interscambi tra le PA, e quindi i servizi di e-government per i cittadini e le imprese, oltre che a migliorare il funzionamento della PA stessa, è necessario realizzare l'INTEROPERABILITA' APPLICATIVA tra le amministrazioni ed al loro interno.

 

Di conseguenza, è di fondamentale importanza che esistano quindi dei metadati e che questi siano open.

 

A differenza degli open data, i contenuti degli open metadata DEVONO essere certificati dalla PA. Trattandosi di un lavoro complesso, che deve coinvolgere TUTTE le tipologie di PA (locali, centrali, e parallele), deve essere istituito un Soggetto indipendente da tutte, che gestisca il processo. Questo organismo potrebbe essere una Agenzia o una Fondazione ad hoc per le Ontologie della PA. Ai lavori di questo organo NON devono essere coinvolte le imprese, se non come contributori di idee e di esperienze.

 

I metadati, man mano che vengono realizzati, vengono versionati e rilasciati nella forma di "Open Metadata Certificati", con le modalità e le licenze proprie degli Open Data, per essere utilizzate liberamente e senza limitazioni, se non quella ovvia che tutte le opere derivate NON sono a loro volta certificate, e che quindi si collocano nel campo degli 'Open Metadata Non Certificati'.

 

Il compito principale dell'Agenzia/Fondazione è quello di gestire i metadati nel tempo, in collaborazione con gli owner dei dati.

 

Questo compito è la leva ideale per supportare la riforma del funzionamento della PA, trasformandola in una SOO (Service Oriented Organization) seguendo il principio che il compito di qualunque enti della PA, a qualunque livello, consiste nell'erogare servizi, sia al proprio interno che verso l'esterno.

 

I passi operativi possono quindi essere i seguenti:

 

1) Identificazione da parte di tutti gli Enti Governativi dei servizi che essi stessi sono tenuti ad erogare all'esterno ed al loro interno

2) Applicazione del principio 80/20: identificare il 20% dei servizi che costituiscono l'80% delle attività svolte dall'ente.

3) Identificare i dati necessari affinchè tali servizi possano essere richiesti all'ente, ed i dati che questo fornisce in risposta a tali richieste.

4) Dichiarare la ownership dei dati di propria competenza.

 

Queste prime attività possono essere svolte dall'ente con il supporto tecnico dell'Agenzia/Fondazione

 

5) Verificare eventuali collisioni nella ownership dei dati e risolverla (o comunque portarla all'attenzione della PCM)

6) Costruire i metadati per i dati di competenza, qualora non già presenti.

7) Definire le interfacce dei servizi utilizzando i metadati presenti nell'Ontologia

8) Controllare eventuali errori e riciclare

9) Pubblicare i metadati e le interfacce dei servizi in formato LOM (Linked Open Metadata - RDF/RDFS) ed, eventualmente, anche in altri formati eventualmente di interesse.

 

Queste ultime attività sono svolte dall'Agenzia/Fondazione con il supporto degli enti coinvolti.

 

Questo approccio è facilmente applicabile agli enti della PA centrale ed assimilati (INPS, INPDAP, ACI, etc.)

 

Per quello che riguarda invece gli enti locali (Comuni, Province e Regioni), la prima parte del lavoro potrà essere svolto dai loro rappresentanti, che si organizzeranno al loro interno per effettuare le attività relative ai primi quattro punti coinvolgendo le personalità con le migliori competenze tematiche e con il supporto dell'Agenzia/Fondazione che, in questo caso, ha anche il ruolo esplicito di mediatore fra eventuali interessi contrastanti.

 

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Il documento allegato, che risale al 2006 e non è stato volutamente modificato, esprime questi concetti in un modo meno limitato.

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