Smart Cities & Communities

SMART COMMUNITIES PER LE AREE VERDI E AGRICOLE PERIURBANE

SMART COMMUNITIES PER LE AREE VERDI E AGRICOLE PERIURBANE

 

Redigere e finanziare un PIANO DI AZIONE PER LE AREE VERDI A AGRICOLE PERIURBANE

Il Piano di azione deve essere fondato sul concetto di smart cities attraverso la creazione di communities e social networks per facilitare iniziative imprenditoriali collettive, incontro tra domanda e offerta, lo sviluppo di idee creative., in nome di un nuovo rapporto città-campagna, della tutela dell’ambiente e del paesaggio delle nostre città, un’offerta di natura e tempo libero, lo stimolo alla nascita di nuova imprenditorialità nell’integrazione tra attività agricole e di manutenzione del territorio, lo sviluppo di un nuovo welfare nei margini urbani, lo sviluppo di fattorie sociali e fattorie didattiche, lo sviluppo di attività turistiche low cost, lo sviluppo di filiere corte per i mercati agricoli rionali, lo sviluppo della forestazione urbana per migliorare l’ambiente locale e contribuire all’azione contro i cambiamenti climatici globali (Protocollo di Kyoto), un nuovo modello di utilizzo delle terre pubbliche in vista delle acquisizioni di terreni per cessioni nell’ambito di procedure urbanistiche, del “federalismo demaniale”, dell’utilizzo sociale su basi economiche delle terre confiscate alla criminalità organizzata.

 

Principali Obiettivi e temi di interesse

 

Inclusione sociale

GLI SPAZI DI MARGINE COME SPAZI DELLA DIVERSITA’

Molti studi delle discipline umane e sociali hanno evidenziato il ruolo determinante nelle politiche di integrazione sociale che ha l’habitat. Per molti gruppi sociali cui sono indirizzate politiche urbane, esso è costituito dalle aree periferiche e marginali.

Nel caso delle periferie urbane europee l’habitat non può essere rappresentato con generiche denuncie sulle carenze di servizi e sulla presenza del degrado. Le aree periurbane delle città europee sono anzi spesso ricche di beni culturali e ambientali diffusi e di aree agricole interstiziali che rappresentano una base importante per la qualificazione dell’habitat e per il moltiplicarsi di esperienze di intrapresa legate allo sviluppo locale.

In questi casi il posizionamento in contesti di margine può rappresentare un potenziale di espressione di significati e attività del tutto originali. “Così le periferie, i margini, esprimono i significati che i centri a livello esplicito negano o reprimono e i margini, intesi come alterità, divengono il luogo che esprime tutte le entità sociali e culturali” (R. Shields)

Ne consegue che “la società del centro permette alle sue marginalità di realizzare quei percorsi culturali, politici ed economici negati dal modello esplicito che afferma” (Matilde Callari Galli).

 

 

La liberalizzazione del welfare e dei servizi urbani

GLI SPAZI DI MARGINE COME SPAZI PER L’OFFERTA DI SERVIZI INNOVATIVI

Il sistema di welfare europeo, specie nei paesi dell’area mediterranea, ma non in generale in tutta l’UE, sta entrando in crisi in conseguenza di due spinte divergenti: da un lato la crescita continua della spesa, dall’altro il rallentamento significativo, quando non il processo di recessione, della crescita del Prodotto Interno Lordo, con conseguente rallentamento delle entrate fiscali, cui per troppi anni si è risposto con un progressivo indebitamento.

Di fronte alla crisi del sistema del welfare e dei servizi pubblici urbani una delle possibili risposte, nell’ambito di una strategia certamente variegata e complessa è nel promuovere un modo nuovo di organizzare l’offerta di servizi che coinvolga maggiormente l’impresa privata attraverso un’offerta diffusa e diversificata di servizi, sia di prossimità nelle aree di maggiore bisogno sociale, quali sono spesso le aree periferiche, sia di diversa natura in circuiti low-cost.

Tra le possibili linee di impresa:

 

 sviluppo dell’agricoltura sociale sia valorizzando le esperienze esistenti, sia creando le condizioni di contesto per lo sviluppo di nuove iniziative con particolare riferimento all’incontro fra mondo agricolo e mondo del sociale e della sanità (fattorie sociali);

 sviluppo delle esperienze di fattorie didattiche quale momento di incontro fra attività agricole e strutture scolastiche per la crescita culturale delle popolazioni urbane ed il recupero presso le nuove generazioni dei valori della ruralità e dell’ambiente;

 sviluppo di un sistema integrato e di facile accessibilità (network) di ospitalità rurale per la creazione di un sistema di turismo low cost che indirizzi nelle aree periurbane parte del flusso dei visitatori delle Città e offra al mondo imprenditoriale locale occasioni di diversificazione di reddito dirette (introiti derivanti dall’ospitalità) ed indirette (valorizzazione degli immobili aziendali, vendita diretta dei prodotti, etc);

 sviluppo di attività ed eventi culturali nelle aree agricole (teatro, arte, musica, etc) al fine di offrire integrazioni del reddito alle aziende e una offerta, complementare a quella urbana, in grado di alleggerire l’impatto sui centri storici, evitando o attenuando le situazioni particolarmente critiche che si riscontrano nei centri antichi delle città d’arte tra giugno e settembre di ogni anno.

 

 

Occupazione giovanile e creazione di imprese

GLI SPAZI DI MARGINE COME SPAZI DEL FARE

Pochi ricordano che agli albori della rivoluzione industriale i luoghi di nascita delle prime officine sono stati le aree rurali intorno alle città, dove le comunità e i lavoratori alternavano i lavori nei campi con i lavori nei laboratori tessili, meccanici, etc. Gli insediamenti rurali erano dunque per eccellenza gli spazi del fare.

Solo successivamente le fabbriche si sono accentrate in grandi stabilimenti intorno alle aree urbane per poi lasciare nelle aree urbane solo i centri direzionali delle aziende e delocalizzare gli stabilimenti nelle aree rurali, e poi di recente anche in altri paesi nel contesto della globalizzazione.

Ma le città oggi sono soprattutto luogo di disoccupazione giovanile. Le attività del terziario tradizionale e del terziario pubblico possono assorbire solo una parte di questa offerta. Si tratta di creare nuove occasioni di lavoro che rispondano a mutate esigenze del mercato e dei bisogni della società.

Le aree verdi e agricole periurbane e le periferie delle città devono diventare spazi laboratorio del fare in molti campi:

 

 laboratori dell’ICT

 laboratori di cucina

 laboratori dell’artigianato

 laboratori di musica, arte contemporanea, teatro

 laboratori energetici

 laboratori per il riciclo e riutilizzo dei materiali

 

 

Ambiente, salubrità e sicurezza

LE RETI ECOLOGICHE TERRITORIALI E LOCALI

L’insieme degli spazi verdi e agricoli periurbani, della rete idrografica minore costituiscono alcune delle componenti di reti ecologiche locali. I valori naturalistici presenti a livello locale sono anche elementi di più vasti sistemi ecologici e ambientali.

Le aree che compongono queste reti ecologiche assumono un’importanza significativa per monitorare il comportamento dell’ambiente a contatto con i sistemi urbani e lo stato dell’ambiente urbano nel suo complesso.

La rete degli spazi versi urbani può dunque ospitare sistemi di sensori, collegati al presidio degli stessi spazi da parte delle imprese e soggetti che le gestiscono in grado di:

 

 prevedere il manifestarsi di dissesti ed eventi alluvionali

 monitorare lo stato dell’ambiente urbano (acqua, aria, suolo)

 migliorare i problemi di sicurezza per le persone in ambiti periurbani

Tags

Attachments

- [ Show all ]

Voting

11 votes
11 up votes
0 down votes
Active
Idea No. 276