e-Government e Open Data

Una “carta dei diritti della cittadinanza digitale”

Perseguire l'affermazione formale e sostanziale dei diritti della nuova cittadinanza, con l'approvazione di una “carta dei diritti della cittadinanza digitale” (da non confondere con i diritti di utilizzo della rete e della sua gestione) che funga da cornice di riferimento per le carte dei servizi digitali, (che le istituzioni della Repubblica, ai diversi livelli locali regionali e nazionali, devono istituire per fissare gli impegni di ciascuna amministrazione nei confronti dei cittadini) e per i codici di condotta (che definiscono i doveri di coloro - imprese, amministrazioni, cittadini- che utilizzano la rete), in modo da sancire e garantire i diritti

all’identità digitale (disporre di un'identità digitale unica assegnata formalmente fin dalla nascita e riconosciuta come essenziale per tutte le comunicazioni con le amministrazioni e tra le amministrazioni, attraverso i diversi strumenti e tecnologie utilizzabili);

alla protezione dei dati personali (perché sia garantita la sicurezza e la privacy dei dati personali negli archivi pubblici e privati);

all’accesso e all'inclusione digitale (accesso alla rete, a prescindere dalle condizioni economiche, logistiche e territoriali, e di eliminazione delle barriere tecnologiche che impediscono l’accesso alle informazioni e ai servizi in rete, anche favorendo il ricorso a formati aperti);

alla formazione (perché sia garantito un apprendimento permanente e personalizzato, un’alfabetizzazione tecnologica diffusa attraverso l’uso quotidiano delle tecnologie nelle scuole di ogni ordine e grado, l'alfabetizzazione digitale nei centri anziani, la disponibilità di archivi delle ricerche, delle pubblicazioni e dei corsi per l'autoformazione dei cittadini prodotti con i contributi pubblici da parte delle università e delle istituzioni culturali);

all’informazione e all’utilizzo dei contenuti (perché l’amministrazione deve garantire l’accesso dei cittadini ad informazione di alta qualità, completa, aggiornata, diversificata, secondo i principi dell'Open Government);

alla partecipazione (perché attraverso la rete deve essere data possibilità ai cittadini di partecipare al processo decisionale politico con momenti di consultazione e deve essere favorita l’interazione con le amministrazioni e con gli organismi politici e di rappresentanza a tutti i livelli);

ad una fruizione quotidiana dei benefici delle tecnologie digitali (attraverso lo sviluppo di servizi - infomobilità, telemedicina, digitalizzazione patrimonio culturale - che incidano concretamente sulla qualità della vita e la partecipazione democratica).

 

Proposta estratta dall'ebook "Metti in agenda il futuro del Paese", a cura dell'associazione Stati Generali dell'Innovazione

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Idea No. 148