e-Government e Open Data

Una visione integrata all’agenda digitale Italiana (partiamo dal

Scusatemi il titolo pomposo, ma non sono riuscito a trovare una visione o un’idea di quella che dovrebbe essere l’agenda digitale italiana, per questo provo a descrivere la mia visione della cosa (per ora cercando di restare molto ad alto livello), con la speranza / presunzione di ricevere feedback su quanto sto proponendo.

In considerazione dell’obiettivo l’ADI, ovvero riunire gli interventi necessari a transitare il Paese verso la rivoluzione digitale in corso facendo sì che non la subisca ma che, al contrario, approfitti pienamente dei vantaggi che ne conseguono, credo che il primo elemento su cui focalizzare l’attenzione sia E-Gov.

E’ l’elemento su cui lo Stato può agire con maggiore incisività e quello in grado di generare impatti anche su temi correlati. Pertanto inizierò il mio discorso proprio dal e-government.

Su questo tema si è proceduto finora in maniera disordinata, portando avanti un approccio fortemente decentrato che ha generato a sua volta fortissime disomogeneità in termini funzionali e tecnici e un conseguente proliferare di investimenti e dispendio di energie e di costi. Per questi motivi ritengo che questo approccio non sia più compatibile, né con le nostre finanze né con le tecnologie disponibili e i livelli di servizio che tutti noi vorremmo dalla PA.

Secondo me va rivisto il disegno complessivo e si deve procedere verso una strategia /architettura integrata (si noti che l’impatto non è solo tecnico ma è prima di tutto organizzativo/ di processo e poi tecnologico). Provo a esporre la cosa nel concreto perché se no rischio di essere solo molto fumoso.

L’idea è quella di definire una Roadmap che conduca ad uno scenario con un'unica architettura logico- funzionale e tecnica per tutta la Pubblica Amministrazione, caratterizzata da un unico front-end attraverso il quale cittadini, imprese e PA interagiscono, il Portale Unico PA. Questo non significa far sparire tutti gli n-portali delle diverse PA, centrali e locali, ma farli diventare sotto- elementi di un’infrastruttura più ampia che abbraccia tutta la PA (magari all’inizio c’è un forte tema di federazione). Questo faciliterebbe tutti gli elementi di interazione e di accreditamento ai portali della PA (vedi tematica della identità digitale). Da questo unico strato di front-end cittadini ed imprese accederebbero poi ai diversi strati sottostanti e ai servizi e dati ad essi collegati.

Il Portale Unico PA prevede la realizzazione di un unico front-end accessibile in modalità cloud nel quale il cittadino/impresa, grazie alla sua identità digitale unica e certificata, può utilizzare una serie di servizi integrati offerti dalle Pubbliche Amministrazioni di forte interesse per la vita quotidiana (sanità, scuola, fisco, previdenza...).

L'identità digitale unica certificata dovrà essere garantita da un'anagrafica centralizzata (evitando dunque l'attuale ridondanza di basi dati presenti in Italia), interoperabile (secondo le best practice SOA) sia con i servizi esposti nel portale del cittadino che con gli applicativi di tutta la Pubblica Amministrazione.

Tutti i servizi erogati dovranno prevedere la possibilità di effettuare pagamenti contestuali e l’utilizzo di comunicazioni certificate in luogo dei documenti cartacei (dematerializzazione) appositamente archiviate in specifici repository documentali.

Il portale è un layer aggiuntivo che integra e favorisce la cooperazione tra i servizi già offerti dalla PA, che dovranno quindi essere realizzati con modelli standard e condivisi (Open Data, Ontologie Pubbliche).

Il Front-end unico faciliterà l’usabilità del portale rendendo omogenee ed user friendly le interfacce dei servizi sottostanti.

La soluzione (forse sarebbe meglio chiamarlo lo schizzo) prevede l’utilizzo di un layer dati per la gestione in alta affidabilità delle informazioni relative ai cittadini/imprese e di una infrastruttura tecnologica condivisa composta dalla rete ultraband e una rete di data center con funzionalità di ridondanza e disaster recovery.

 

Figura Allegata - Disegno architetturale del Portale Unico PA

1. Esempio di Utilizzo del Portale Unico PA:

Il cittadino riceve un sms con il quale viene ricordata la scadenza del bollo auto; accede al Portale grazie alla sua identità digitale certificata; seleziona il servizio ed esegue il pagamento contestuale mediante la piattaforma di pagamento unica del portale. La ricevuta di pagamento viene automaticamente memorizzata nel repository documentale del cittadino a disposizione per future consultazioni.

2. Esempio di Utilizzo del Portale Unico PA:

L’impresa sostituto d’imposta utilizza il portale per la comunicazione delle dichiarazioni dei redditi per i propri dipendenti; i dipendenti possono usufruire automaticamente di eventuali agevolazioni fiscali che si basano sul reddito come ad esempio la mensa scolastica o i trasporti pubblici.

Questa soluzione avrebbe fortissime implicazioni in termini di servizi al cittadino e alle imprese, spostando molte delle attuali interazioni verso delle interazioni di tipo digitale. Questo spostamento farebbe da volano agli altri obiettivi dell’agenda digitale, secondo me creando un effetto virtuoso per il sistema paese, oltre al fatto che una forte centralizzazione dell’ IT avrebbe un effetto positivo sulla standardizazione dei processi e sulla qualità dei servizi della PA e porterebbe anche a risparmi economici nel medio periodo.

Lo scenario, probabilmente, è estremizzato nella visione centralistica e con forti complessità tecnologiche, dovute anche ai volumi in ambito (credo che sia compito di questa community riflettere su come declinarlo), è un tentativo di creare una visione sistemica e integrata almeno di uno degli elementi della ADI (e-gov).

P.S: Ovviamente questo scenario per gli aspetti di Back-end (applicativi, dati…)avrebbe un impatto su tutta la PA e non solo sulle interazioni on-line.

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